Riprendo in mano il mio taccuino e devo dire che lo faccio con molta gioia e con l'idea di mettermi in discussione. Chi stava pensando di trovare pagine piene di sketch di scrap-booking, forse rimarrà deluso o forse solo un po' sorpreso. Già, perché questa volta ho deciso di cambiare tecnica e di avventurarmi nel fantastico mondo del Cavardiage. Il Cavardiage non è solo disegno o collage: è un piccolo rito di scoperta, un dialogo silenzioso con le parole, un viaggio tra immaginazione e attenzione. Aprire una pagina e lasciare che prenda vita significa permettere al libro e alla creatività di incontrarsi, senza fretta, senza rimpianti, lasciando che ogni segno racconti la sua storia. La mia storia è quella di un gattone arancione (abbiate pazienza, ma vi ricordo la mia scarsa propensione al disegno). Se volete, ve la racconto. C'era una volta un gatto arancione che amava curiosare tra i vecchi libri. Era attratto dal loro odore e dalla consistenza delle pagine. La libreria...
Un anno senza pubblicare qui sul blog mi ha fatto riflettere sulla creatività e sul tempo, sempre troppo poco secondo me, sempre troppo di fretta e frammentato. In questo ultimo anno ho inseguito il tempo come si inseguono gli autobus. Poi, però, ho scoperto che la creatività non corre, cammina. Non è stata la mancanza del tempo a farmi fermare, ma la sua qualità. La creatività richiede lentezza e non ritagli. Da qui nasce il bisogno di una creatività lenta: non una tecnica, ma un modo di stare nel tempo. E allora, che cos’è la “creatività lenta”, direte voi? Provo a spiegarvelo. Non è un metodo rigido: non sarei capace di mantenerlo e, soprattutto, non mi interesserebbe raccontarvelo. È una pratica semplice: ritagliarsi uno spazio di tempo continuo, senza interruzioni, senza la necessità di finire per forza qualcosa; uno spazio in cui non c’è nulla da dimostrare. In questo spazio le idee si orientano e, piano piano, prendono forma. Vogliamo provare insieme...